Partite Iva, cresce il movimento nazionale. I commercianti: subito equità o sarà il tracollo

Si moltiplicano le iniziative a difesa delle Partite Iva. Da un lato le associazioni di categoria che promuovono incontri sul territorio per dare informazioni chiare e puntuali a commercianti e piccoli artigiani e dall’altro le varie sigle associative “pro Partite Iva” che intendono smuovere le acque stagnanti nelle quali le piccole imprese rischiano di annegare.

Leccenews24 ha seguito dall’inizio la “chiamata alle armi” del movimento P.I.N. Partite Iva Nazionali nato dal gruppo FB “Partite Iva Incazzate” che si è costituito per dare voce al malcontento generale di tanti operatori del terziario ma anche di tanti artigiani che non riescono più a reggere il peso di una condizione insostenibile che sta letteralmente strozzando le piccole imprese.

A Martano, nei giorni scorsi, si sono riunite in un appuntamento voluto e organizzato da ACAM (la locale associazione di artigiani e commercianti), alcune associazioni di commercianti del territorio. Durante l’incontro, molto partecipato, oltre al resoconto della manifestazione del 22 gennaio scorso a Roma, un confronto costruttivo con i vertici di P.I.N Partite Iva Nazionali. Al dibattito ha preso parte anche l’avvocato Sanchez, esperto tributarista.

All’invito del presidente di ACAM, Lorenzo Luceri, hanno aderito l’associazione commercianti di Nardò, le associazioni commercianti e piccole imprese di Calimera ACEA e A.L.I. (Ass. Libere Imprese), oltre ai commercianti di Melendugno e Borgagne, di Carpignano Salentino e Serrano, all’associazione commercianti di Muro Leccese e ad una rappresentanza di Federbalneari.

Un appuntamento ritenuto importante dal direttivo ACAM di Martano per favorire il dibattito e raccogliere le istanze degli operatori commerciali ma anche per confrontarsi sui programmi futuri del movimento P.I.N..

Le associazioni e gli stessi commercianti hanno chiesto a P.I.N. un piano programmatico che però è ancora in fase di studio. Tra i progetti più immediati, la nascita di un sindacato che abbia a cuore la sorte delle Partite Iva, una delle categorie di lavoratori maggiormente vessata dal sistema fiscale italiano.

Continua, quindi, l’attività informativa di P.I.N. che dopo l’appuntamento di Martano, ha incontrato le Partite Iva di Ruffano.

Ma continua anche l’impegno di P.I.N nella costruzione di una rete nazionale. Il movimento delle Partite Iva Nazionali, presieduto da Alessia Ruggeri, vice-presidente Antonio Sorrento, ha nel direttivo una figura simbolo della lotta alle ingiustizie e all’illegalità: l’imprenditore campano Luigi Leonardi.

Venerdì 31 gennaio, P.I.N. è sbarcata a Milano. La presidente Alessia Ruggeri ed il vice-presidente Antonio Sorrentohanno incontrato l’imprenditore lombardo G. Brambilla oltre a 7 sigle associative “pro Partite Iva” per un sit-in pubblico che ha consentito di allargare il fronte comune, finalizzato a strutturare una rete forte.

In Lombardia è entrato a far parte dello staff P.I.N. nelle vesti di Socio Speciale e Coordinatore Regionale l‘avvocato Roberto Zappia.

Una tappa importante per P. I.N. che ha messo la proprio bandierina nella capitale economica europea. Il viaggio di PI.N. è proseguito con le tappe di Roma e Fiuggi per la formazione dei coordinamenti regionali.

A favore delle Partite Iva, come si è detto, tante altre associazioni che hanno scelto di promuovere iniziative a sostegno delle piccole imprese. Nei giorni scorsi è stata Assopam a lanciare un’importante petizione popolare che in brevissimo ha raccolto più di 20.000 adesioni in tutta Italia.

Un vero grido d’aiuto che non può più restare inascoltato.

Solo negli ultimi 3 anni sono state cessate circa tre milioni di Partite Iva e chiuse le saracinesche di un quarto del totale delle attività tradizionali Italiane. “Adesso basta” è il grido che da Nord a Sud unisce le Partite Iva.

Le istanze principali sono:

Malattia, maternità e disoccupazione pagate per i possessori di partite Iva;

Tassa unica al 20% per tutte la P.Iva;

Riduzione Iva sui prodotti Made in Italy;

Cassa integrazione per le partite Iva che cessano o falliscono;

Limite del contante a euro 12.500,00;

Arginare l’ascesa dei colossi del web con un’imposta del 30% una tantum per ogni transazione sulle vendite

Questi, dunque, alcuni dei tanti punti che presto finiranno sulle scrivanie del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e che saranno consegnate al Ministro del Mef Roberto Gualtieri, al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e per finire al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

Per chi fosse interessato a sostenere la causa o chi semplicemente volesse avere maggiori informazioni ecco il link della petizione popolare lanciata su change.org: https://www.change.org/p/partite-iva-pronte-a-cambiare-tutto

Fonte leccenews

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